Concept

Passeggiatori effimeri

La sensazione di sentirsi parte della tradizione millenaria della pittura, la volontà di risalire ad una “pittura essenziale” è nata dalla riscoperta di uno dei più antichi miti sull'origine della pittura. Si tratta della storia, ricordata da Plinio il Vecchio nella sua Naturalis historia, della figlia di Butade: «[…] la quale innamoratasi di un giovane, ma dovendo questi partire, tracciò sulla parete, alla luce di una lanterna, il profilo del volto dell’amato, “contornando” così, in una sorta di abbraccio, “l’ombra umana con una linea”, nel paradossale tentativo (magia e incantesimo) di dar presenza a uno spettro».[1]

 

Così la pittura sembra nascere dal contorno di un’ombra, dalla sagoma di un corpo amato, dal tentativo di fermare e rendere eterno un attimo fuggevole di vita. Una linea può disegnare un ritratto ma anche l’orizzonte infinito del paesaggio. Il profilo del corpo umano è forse un orizzonte verticale?

Ogni cosa ha un suo profilo unico e irripetibile, due linee bastano per dar forma ad una presenza viva e, contemporaneamente, impassibile di fronte allo scorrere del tempo… la pittura si sottrae, prova a sfidare il corso del tempo, è una maschera che consente all'uomo di fissare la sua ombra oltre l’attimo.

Ogni tela è il risultato di varie sedimentazioni pittoriche, strati che si sovrappongono e tornano in luce grazie alle cancellature, nel tentativo di dipingere una tessitura temporale… un meta-tempo creato dalla pittura e, dunque, un meta-spazio in cui si stagliano poi le figure dei passeggiatori effimeri. Il volto, fino alle clavicole, è “fissato” mentre il resto del corpo è accennato nel suo contorno e condivide con il fondo la stessa vacuità.

Pittura essenziale: il bianco e il nero, luce e ombra, una riduzione ai minimi termini che si perde nelle infinite sfumature del grigio.

Passeggiatori effimeri astanti, assenti nella loro presenza, ombre che riflettono la luce. 

 

Figure titubanti, irresolute, ma immobili nella loro effimera condizione… speranzose di respirare l’infinito.

1]  Rossella Prezzo, Pensare in un’altra luce, in María Zambrano, Luoghi della pittura, Milano, Medusa, 2002, p. 12.

Orizzonti periferici

Sensibilità inattuali

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 © 2019 by Mattia Marchetti

MATTIA 
MARCHETTI
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